Millennials Festival 2017

Trasformare Siena per due giorni nella Capitale italiana dei Millennials e farla diventare un luogo unico di relazione e connessione, aperto e collaborativo, che coinvolga tutti gli attori, organismi di ricerca, imprese e individui impegnati a portare nel settore dell’agri-food nuovi prodotti, nuovi processi e nuove forme organizzative: è questo, sotto gli auspici della Presidenza Italiana del G7, l’obiettivo della seconda edizione del Millennials Festival, side-event ufficiale del G7 SCIENCE & TECHNOLOGY.

Il Festival, in programma il 5 e il 6 ottobre 2017 nella magnifica cornice del centro storico di Siena, è frutto della collaborazione tra l’Università di Siena e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e gode del patrocinio della Regione Toscana e della Camera di Commercio di Siena.

L’edizione del 2017 si arricchisce inoltre del supporto del Comune di Siena e della partecipazione attiva del Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN), della Fondazione Monte dei Paschi di Siena (FMPS), del Future Food Institute (FFI), dell’ Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e di Seeds and Chips – The Global Food Summit. L’iniziativa gode inoltre del supporto dell’Accademia de’ Fisiocritici, dell’Accademia dei Georgofili edi  tutta la community del Programma euro-mediterraneo PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area).

 L’urgenza crescente che vediamo davanti a noi è unire i puntini di un sistema che presenta ancora troppi livelli di frammentazione: Enti di ricerca, Università, imprese, istituzioni, agricoltori, organismi di rappresentanza e animatori territoriali, a vario titolo presenti nel settore dell’agri-food, dovrebbero interagire in un sistema dell’innovazione più coeso, attivo e funzionante. Un sistema che consenta di condividere e segnalare le reciproche conoscenze, dando riconoscimento e visibilità alle buone pratiche.

Nel rispondere a questa sfida il ruolo dei Millennials è centrale. I loro stili di vita stanno infatti ridefinendo nuovi bisogni nutrizionali, sociali e produttivi. Dalla loro capacità di connettere, in maniera originale, conoscenza ed esperienza, possono nascere soluzioni concrete per migliorare la sostenibilità dei nostri territori attraverso il sistema del cibo.

OBIETTIVI

Stimolare il dibattito e presentare soluzioni concrete nel settore Agri-Food per tradurre la domanda di innovazione in una spinta concreta alla crescita economica e sociale dei territori, avendo a riferimento tre livelli:

  • Livello Locale, Come (ri)costruire la relazione tra cibo e territorio?
  • Livello Europeo, Quali scenari per il futuro della food innovation in Europa?
  • Livello Mediterraneo, Come superare le barriere geografiche e culturali per creare progetti transnazionali con sbocchi concreti, sostenibili e durevoli? Come scavalcare il “muro” che ancora sembra dividere l’innovazione tecnologica dalle sue componenti culturali, antropologiche e sociali?

STRUTTURA

  • Food AgoràSharing Inspirational Stories, dove lasciarsi ispirare da  storie di vita e innovazione nel settore dell’Agri-Food.
  • Food Future Zone & Local Experience Showcasing Innovation and local excellence, dove vedere, leggere e “toccare con mano” nuovi prodotti e processi innovativi che saranno esposti ed illustrati da innovatori provenienti da centri di ricerca, università, istituzioni, scuole, ONG, imprese, sia italiane che del Mediterraneo.
  • Food Camp – Empowering Students to Hack, dove incontrare e vedere all’opera 200 studenti provenienti dalle scuole superiori di 18 regioni italiane, che saranno impegnati in una maratona progettuale di 48 ore per rispondere ad alcune sfide sulla sostenibilità alimentare.
  • Cibo e “Buongoverno” – un omaggio ad Ambrogio Lorenzetti attraverso la ricostruzione di un quadro vivente, interattivo sulle attività artigiane e le botteghe rappresentate nell’affresco del Buongoverno. Gli studenti potranno vedere all’opera e interagire con i ricercatori, approfondendo un momento esperienzale di valenza scientifica, coordinato dal Prof. Marco Valenti – Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena.